opera diffusa

LA DANZA DI
SAN MICHELE
di Basik

Un progetto del Comune di Paderno d'Adda
a cura di Annalisa Ferraro.
Dal 7 ottobre 2023 a Paderno d'Adda

VIA

A piccoli passi La danza di San Michele si fa spazio tra le vie del paese, proprio come lentamente l’acqua si faceva strada nelle conche dei navigli.

TANGERE verso uno

La tangente si fa simbolo del ruolo del ponte che, poggiando su pochi ma solidi punti, ha unito luoghi distanti tra loro, diventando così possibilità, opportunità, comunicazione.

LUCE. ACQUA

 L’artista ci consegna il modellino della Centrale Bertini quasi come se si trattasse di un luogo di culto, illuminata d’oro come nei più bei dipinti medievali.

Il Progetto

La danza di San Michele è un’opera diffusa che si snoda lungo l’arteria principale di Paderno d’Adda e, attraversando i luoghi legati alla quotidianità dei cittadini, esorta ad avvicinarsi al maestoso ponte e al fiume su cui questo si erge, a quella natura vigorosa che li circonda e con cui l’uomo ha imparato a confrontarsi, simboli del territorio e fonte continua di ispirazione.

Basik ha progettato per la città tre interventi, non opere singole ma parti indivisibili di un’opera diffusa, legate quindi da una stessa visione e da intendersi come elementi di un unico racconto, che lungo via Manzoni, si sviluppa, si svela e, nel tempo, si arricchisce attraverso la partecipazione, le esperienze e il vissuto dei cittadini.

Ispirata e dedicata a Paderno d’Adda, al suo patrimonio storico, artistico, architettonico e paesaggistico, La danza di San Michele accompagnerà il visitatore, abitante o turista, in un viaggio immersivo frutto di un una visione nuova del territorio, di una sintesi inaspettata e innovativa, di una lettura e una riproposizione delle preesistenze in chiave contemporanea. 

La danza di San Michele è una sfida all’accoglienza, all’osservazione e alla comprensione: l’opera sarà in grado di ricambiare tempo e fiducia ricevuti donando al territorio e alla collettività un patrimonio nuovo, che aiuti a non dimenticare ciò che è stato, ma anche a guardare al futuro come uno spazio in cui, pur celebrando il passato, si costruisca insieme qualcosa di nuovo.

Annalisa Ferraro

L'OPERA DIFFUSA

VIA

A piccoli passi La danza di San Michele si fa spazio tra le vie del paese, proprio come lentamente l’acqua si faceva strada nelle conche dei navigli. Le immagini nel loro fluire narrano secoli di storia, conquiste tecnologiche, orizzonti
raggiunti e superati, proprio come il fiume riportava a casa racconti di vite vissute, leggende, usanze di posti lontani. All’apertura delle chiuse, l’acqua
sgorgava potente, superando ogni ostacolo, valicando ogni confine immaginario tracciato dall’uomo, alimentando scambi, relazioni, processi di sviluppo. Così
oggi La danza di San Michele invita a spalancare i portoni dell’antica via Manzoni, a lasciar entrare l’aria nuova che porta con sé. Da un lato il racconto di ciò che è stato, dall’altro l’inizio di un nuovo racconto in cui scrivere la storia che verrà.

Bozzetto del primo intervento dell'opera diffusa. Una mano attraversa una delle chiuse leonardesche
Accanto ad ognuno delle tre mani che attraversano le chiuse è presente una lettera
Bozzetto del secondo dei tre interventi dell'opera diffusa, dedicato al Ponte di San Michele

TANGERE. verso uno

La tangente si fa simbolo del ruolo del ponte che, poggiando su pochi ma solidi punti, ha unito luoghi distanti tra loro, diventando così possibilità, opportunità, comunicazione. Le mani dipinte da Basik raccontano la lotta tra San Michele, cui è intitolato il ponte, e il drago, che sintetizza in sé tutti gli impedimenti naturali. I tatuaggi infatti, come le decorazioni di un’anfora greco-romana, si fanno narrazione parlante, mostrando da un lato la spada del santo e dall’altro la forra dell’Adda e le sue rapide. La lotta è interrotta però dalla linea d’oro, il ponte, che attraversandola porta alla risoluzione del conflitto e all’incontro proficuo tra gli elementi. La gestualità rappresentata dalle mani riproduce la leggerezza con cui il ponte sembra appoggiarsi appena al suolo, fluttuante tra acqua e vegetazione.

Luce.acqua

L’artista ci consegna il modellino della Centrale Bertini quasi come se si trattasse di un luogo di culto, illuminata d’oro come nei più bei dipinti medievali. Un viaggio che dall’antichità conduce dritto fino al progresso, quello raccontato da La danza di San Michele. Il fiume, deviato a Paderno d’Adda verso la centrale elettrica, con la sua forza, diventa energia e poi movimento, e si fa così ancora una volta simbolo del superamento delle difficoltà e narrazione di eventi epocali che hanno visto Paderno d’Adda protagonista di una nuova rivoluzione industriale. Acqua come invito al miglioramento, mai utile ad un solo territorio ma al servizio di più luoghi; acqua come elemento di connessione e di ricerca di nuovi punti di congiunzione.

Il terzo dei tre interventi dell'opera diffusa. Protagonista la Centrale Bertini.

l'artista

Lucio Basik Bolognesi, attivo fin dal 1991, ha sviluppato il suo percorso artistico passando progressivamente dal graffiti writing alla pittura figurativa contemporanea, mescolando elementi del suo background ad ispirazioni dall’arte medioevale e rinascimental-barocca, fino ad arrivare alla modernità.  Le opere più recenti si focalizzano in particolar modo sulla gestualità simbolica delle mani, ispirandosi a tratti distintivi della cultura popolare, di stereotipi e dell’immaginario della pittura sacrale. Il gesto diventa così un mezzo per tematiche costruite su molteplici livelli di lettura, da tributi ai grandi maestri del passato a più profondi concetti sul rapporto tra arte e artista, opera e spettatore, spazi espositivi e nuovi media. Vive e lavora a Rimini.

Basik

Elemento decorativo: le stelle di Basik
l'artista sull'elevatore con la sua tavolozza di colori. L'opera sta nascendo
le mani e tra di esse il Ponte, in equilibrio tra la natura vigorosa e il progresso ingegneristico.
Il secondo dei tre interventi dell'opera diffusa, dedicato al Ponte di San Michele
Elemento decorativo: le stelle di Basik
Elemento decorativo: le stelle di Basik
L'rtista a lavoro
Dettaglio: il raggio di luce che irradia la centrale Bertini
La centrale Bertini portata sul palmo di una mano come un luogo di culto nelle opere antiche
Il terzo dei tre interventi dell'opera diffusa. Protagonista la Centrale Bertini.

Un’operazione che conteneva un rischio. Il centro del paese è parte dell’identità di chi ci vive, di chi ci è nato, cresciuto e magari invecchiato.
L’eventualità che La danza di San Michele potesse essere vissuta come un corpo estraneo c’era.
L’attenzione che artista e curatrice hanno rivolto al patrimonio culturale, al contesto paesaggistico e urbano, insieme alla disponibilità, al dialogo e alla costruzione di relazioni con i residenti hanno però avuto come esito un’opera che oggi è già diventata un nuovo punto di unione e di riconoscimento reciproco; un’opera che ci restituisce la coscienza di essere discendenti e soprattutto custodi di una storia e di un importante patrimonio ambientale e culturale

Sindaco
Gianpaolo Torchio

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Il reportage fotografico del progetto La danza di San Michele è di Arianna Ciofi