La danza di San Michele è un’opera diffusa che si snoda lungo l’arteria principale di Paderno d’Adda e, attraversando i luoghi legati alla quotidianità dei cittadini, esorta ad avvicinarsi al maestoso ponte e al fiume su cui questo si erge, a quella natura vigorosa che li circonda e con cui l’uomo ha imparato a confrontarsi, simboli del territorio e fonte continua di ispirazione.
Basik ha progettato per la città tre interventi, non opere singole ma parti indivisibili di un’opera diffusa, legate quindi da una stessa visione e da intendersi come elementi di un unico racconto, che lungo via Manzoni, si sviluppa, si svela e, nel tempo, si arricchisce attraverso la partecipazione, le esperienze e il vissuto dei cittadini.
Ispirata e dedicata a Paderno d’Adda, al suo patrimonio storico, artistico, architettonico e paesaggistico, La danza di San Michele accompagnerà il visitatore, abitante o turista, in un viaggio immersivo frutto di un una visione nuova del territorio, di una sintesi inaspettata e innovativa, di una lettura e una riproposizione delle preesistenze in chiave contemporanea.
La danza di San Michele è una sfida all’accoglienza, all’osservazione e alla comprensione: l’opera sarà in grado di ricambiare tempo e fiducia ricevuti donando al territorio e alla collettività un patrimonio nuovo, che aiuti a non dimenticare ciò che è stato, ma anche a guardare al futuro come uno spazio in cui, pur celebrando il passato, si costruisca insieme qualcosa di nuovo.
A piccoli passi La danza di San Michele si fa spazio tra le vie del paese, proprio come lentamente l’acqua si faceva strada nelle conche dei navigli. Le immagini nel loro fluire narrano secoli di storia, conquiste tecnologiche, orizzonti
raggiunti e superati, proprio come il fiume riportava a casa racconti di vite vissute, leggende, usanze di posti lontani. All’apertura delle chiuse, l’acqua
sgorgava potente, superando ogni ostacolo, valicando ogni confine immaginario tracciato dall’uomo, alimentando scambi, relazioni, processi di sviluppo. Così
oggi La danza di San Michele invita a spalancare i portoni dell’antica via Manzoni, a lasciar entrare l’aria nuova che porta con sé. Da un lato il racconto di ciò che è stato, dall’altro l’inizio di un nuovo racconto in cui scrivere la storia che verrà.
L’artista ci consegna il modellino della Centrale Bertini quasi come se si trattasse di un luogo di culto, illuminata d’oro come nei più bei dipinti medievali. Un viaggio che dall’antichità conduce dritto fino al progresso, quello raccontato da La danza di San Michele. Il fiume, deviato a Paderno d’Adda verso la centrale elettrica, con la sua forza, diventa energia e poi movimento, e si fa così ancora una volta simbolo del superamento delle difficoltà e narrazione di eventi epocali che hanno visto Paderno d’Adda protagonista di una nuova rivoluzione industriale. Acqua come invito al miglioramento, mai utile ad un solo territorio ma al servizio di più luoghi; acqua come elemento di connessione e di ricerca di nuovi punti di congiunzione.
Lucio Basik Bolognesi, attivo fin dal 1991, ha sviluppato il suo percorso artistico passando progressivamente dal graffiti writing alla pittura figurativa contemporanea, mescolando elementi del suo background ad ispirazioni dall’arte medioevale e rinascimental-barocca, fino ad arrivare alla modernità. Le opere più recenti si focalizzano in particolar modo sulla gestualità simbolica delle mani, ispirandosi a tratti distintivi della cultura popolare, di stereotipi e dell’immaginario della pittura sacrale. Il gesto diventa così un mezzo per tematiche costruite su molteplici livelli di lettura, da tributi ai grandi maestri del passato a più profondi concetti sul rapporto tra arte e artista, opera e spettatore, spazi espositivi e nuovi media. Vive e lavora a Rimini.
Un’operazione che conteneva un rischio. Il centro del paese è parte dell’identità di chi ci vive, di chi ci è nato, cresciuto e magari invecchiato.
L’eventualità che La danza di San Michele potesse essere vissuta come un corpo estraneo c’era.
L’attenzione che artista e curatrice hanno rivolto al patrimonio culturale, al contesto paesaggistico e urbano, insieme alla disponibilità, al dialogo e alla costruzione di relazioni con i residenti hanno però avuto come esito un’opera che oggi è già diventata un nuovo punto di unione e di riconoscimento reciproco; un’opera che ci restituisce la coscienza di essere discendenti e soprattutto custodi di una storia e di un importante patrimonio ambientale e culturale
Sindaco
Gianpaolo Torchio
Il reportage fotografico del progetto La danza di San Michele è di Arianna Ciofi